FAMIGLIE IN CAMMINO

Nel prossimo anno pastorale, che vedrà svolgersi nell’estate 2022 il meeting mondiale delle famiglie cristiane a Roma, sarà possibile partecipare in parrocchia ad un cammino di riscoperta e riconferma dell’amore coniugale.

Passato recente

E abbiamo dato concretezza alla meditazione de “Gli occhi negli occhi”, scartabellando in cassetti polverosi….

E siamo andati avanti col programma…. riagganciandoci a quanto avevamo meditato a Sutri durante il ritiro dello scorso fine settimana. Rapido riassunto e poi una presentazione delle coppie, tante, presenti a questo nuovo incontro. Un incontro svolto, diversamente da quelli degli anni passati, il sabato pomeriggio: un  orario diverso, un giorno diverso, ma l’affluenza è stata maggiore. Segno della voglia di stare insieme, di confrontarsi, dopo un lungo periodo di isolamento o orario più comodo? Vedremo più in là.
Ecco, ci siamo incontrati ed è iniziato un cammino. Bello ricordare il primo periodo: l’innamoramento, quella dimensione certamente transitoria caratterizzata da una forte attrazione fisica e psicologica per l’altro che viene percepito in una perfezione totale. Non si vedono i difetti, noi non li abbiamo visti… e non abbiamo sbagliato.
Padre Rupnik parla di amore come “profezia” perchè il modo con cui vediamo l’altro non è falsato, è una verità, perchè da innamorati intuiamo una bellezza dell’altro che si dovrà compiere proprio nel cammino a due. Un qualcosa che si dovrà realizzare nell’amore, un già e non ancora, ciò che diventeremo grazie a quel cammino che svilupperà una promessa di felicità.

E poi si è parlato dell’amore in una fase più matura caratterizzata da una visione di sintesi quando l’altro ci appare con i suoi pregi e anche con i suoi difetti. Ci aiuta la consapevolezza che come noi scopriamo i difetti dell’altro, anche l’altro scoprirà i nostri. E quei difetti non vanno assolutizzati, non ci si può porre come il migliore, anzi per aiutare l’altro a correggersi occorre accettarlo così com’è: si prende tutto il pacchetto, pregi e difetti.

Poi un accenno a quello che può far regredire, rallentare il cammino: il “nidismo”, termine usato da Papa Francesco ad indicare proprio di quelle coppie che non si confrontano con altri, che pensano che la perfezione è all’interno della propria famiglia e “fuori” è solo male.

E fa rallentare anche  la pretesa che occorre  una sicurezza economica per sposarsi per cui si vive magari fino alla soglia dei 40 anni in cerca di una “vita stellata” sviluppando la competizione con tutti, per arrivare…  Poi quando dovrai cercare cosa hai in comune con l’altro sei completamente spiazzato perchè hai sempre pensato a te come essere superiore diverso da tutti gli altri. Gli altri “rallentamenti”: l’attaccamento al denaro, alla carriera, quando il lavoro è al primo posto, e l’idolo dell’eterna giovinezza, della bellezza, del benessere fisico.

Poi una seconda domanda che ci ha interrogato: quando c’è stato il passaggio dalla fase dell’innamoramento all’amore come progetto di vita, quando abbiamo capito che avevamo a che fare con un qualcosa di più profondo?

A Messa, durante l’omelia qualche accenno invece sulla forza dell’amore vero, sul “mistero” dell’amore, più forte della morte. L’amore non imposto da niente e da nessuno, l’amore gratuito, l’amore che fa essere riconoscenti alla persona amata. L’amore che si alimenta di preghiera: è proprio la preghiera che ci conduce alla pace, alla fiducia e alla comunione di amore.

Ultimo weekend di settembre: Ritiro su "Cammino di spiritualità dell'amore"

Ci siamo trovati venerdì sera: alcune coppie veterane del gruppo delle famiglie, alcune giovani giovani, con bimbi piccoli al seguito, un paio nuove di zecca che hanno sentito l’avviso di questo ritiro e hanno chiesto un po’ titubanti: “Ma possiamo venire anche noi?”. E qualcuno rimasto solo, carico di un grosso bagaglio di dolore, ma che continua a sentirsi a casa quando si parla di amore, di matrimonio, di famiglia. Per tutti un benvenuto e, dopo cena, eccoci a recitare un rosario sotto una luna piena e una statua della Madonna.  

Bella la struttura, comode le stanze… stupendo il giardino pieno di fiori… qualcuno meno dotato di senso dell’orientamento ha faticato un bel po’ a destreggiarsi per i piani  contrassegnati da segni negativi… non si sa perchè: piano 0, – 1, – 2 . Boh, la chiesa a – 2 mentre bisognava salire, la mensa a 0 e bisognava scendere. I giovani sù e giù per le scale e si orientavano meglio… i vecchietti in ascensore a tentare la sorte….
E Don Gianfranco ha iniziato a parlare di questo argomento che costituirà anche la base di ciò che mediteremo quest’anno: la spiritualità dell’amore, prendendo le mosse dalla Sacra Scrittura e dall’Amoris laetitia, l’esortazione apostolica di Papa Francesco, appunto sull’amore. E come il Signore più volte nella Bibbia ci dice che Lui si ricorda e si ricorderà del Suo amore per noi, così noi oggi partiamo dalla memoria del nostro amore, dal ricordo dei momenti felici, ma anche delle tante prove che abbiamo superato insieme, da tutte le volte che abbiamo esperimentato che la persona che abbiamo accanto è un dono. L’amore è un dono, dono da custodire, dono da migliorare. 
Cominciamo dal leggere il testo della Genesi, la creazione del mondo, l’uomo, la donna che gli viene posta accanto. Il testo letteralmente dice che essa viene  “posta di fronte”, anzi “gli occhi negli occhi”: è da qui che inizia un cammino. Lo sguardo che rivela l’anima e che la rivelerà sempre di più continuando il cammino insieme. Guardare negli occhi e leggere che il cammino che si intravvede è una promessa di felicità. Ci siamo così avventurati tutti a ricordare e a testimoniare il primo momento in cui ci siamo ritrovati “gli occhi negli occhi” e abbiamo capito  nello sguardo dell’altro che avevamo trovato la persona giusta. Un momento che ha rinnovato quell’emozione che, anche dopo una lunga vita, non si può dimenticare.
E dopo il pranzo e un caffè a Sutri siamo di nuovo in ascolto e pronti anche a intervenire: l’argomento è stuzzicante: si parla di litigiosità! Confrontiamo l’atteggiamento degli “irenisti” che non vorrebbero mai litigare con i litigiosi, per i quali ogni occasione è buona… Parliamo delle nostre debolezze: egoismi, orgoglio, immaturità tentazioni e parliamo di modalità, toni, la scelta del momento, spesso abbiamo ritenuto di avventurarci nella correzione dell’altro e invece siamo noi che nutriamo aspettative sbagliate, richieste sbagliate. Parliamo di come prevenire le liti, del bisogno di mettersi in discussione, della necessità di un confronto con una terza persona, confronto con la propria coscienza, con la parola di Dio, necessità di valutare se si agisce per capire chi ha ragione e chi ha torto o se si cerca il bene della coppia. Perchè il dialogo aumenti è necessario sviluppare atteggiamenti che parlano d’amore, dare un tempo di qualità al dialogo, sospendendo la fretta e l’importanza data a quello che si sta facendo. Dare importanza reale all’altro, ai suoi bisogni, ai suoi sentiementi cercando di cogliere eventuali campanelli d’allarme…

La Messa di Domenica

Tutti a tavola!

E per finire foto di gruppo e passeggiata a Sutri....

10 Settembre 2021 Matrimonio in Parrocchia

Emanuele e Lavinia, che avevano frequentato il cammino di preparazione al matrimonio la scorsa primavera, hanno scelto di sposarsi in parrocchia per … sentirsi a casa. E come una famiglia li hanno accolti, oltre che i parenti e gli amici che avevano ricevuto il loro invito, tanti parrocchiani che hanno partecipato con gioia alla Messa.

Nell’omelia Don Gianfranco ha sottolineato come ogni matrimonio è un rinnovarsi del miracolo dell’ amore. In ogni parte della terra, in ogni tempo, nonostante tutti i cambiamenti  il mistero rimane intatto nella sua forza. Continua a meravigliarci. Solo Dio poteva inventare un dinamismo come quello che Lui stesso ha inserito nel torpore dell’uomo. Abbiamo letto nella  prima lettura come Dio si accorse che l’uomo era solo  e gli pose accanto la donna. Proprio  come Lavinia sta accanto a Emanuele. Questi sposi un giorno si sono incontrati, mentre erano sul posto di  lavoro;  non si conoscevano eppure si sono scoperti. La Bibbia non dice che Dio pose accanto all’uomo la donna ma la pose “gli occhi negli occhi”. L’incontro dell’amore avviene proprio così, gli occhi negli occhi. Emanuele ha visto negli occhi di Lavinia la gioia,  lei ha visto negli occhi di Emanuele la tranquillità e la sicurezza. Gli occhi sono sintesi dell’anima. E’ avvenuto un cambiamento dell’anima e della mente. Quando un uomo conquista il cuore di una donna si sente realizzato e così per la donna. Nasce un nuovo legame, la Bibbia dice che si diventa “carne della mia carne” e da lì si parte per un cammino nuovo prendendo in mano la propria vita, con uno sguardo in avanti che ti fa guardare lontano verso un progetto di felicità. Passano in secondo piano la famiglia di origine e pure i beni materiali e il mondo del lavoro. Dio fa incontrare l’uomo e la donna che diventano sale della terra quando comunicano un messaggio positivo di amore. Così gli sposi sono dono l’uno per l’altro, un dono che va custodito. Quello che questi sposi dovranno avere sempre presente è che la promessa di felicità si realizza solo a condizione che si rinunci a se stessi: “io prendo te come mia sposa”  non solo rinunciando a tutte le altre, ma rinunciando a me stesso, al mio egoismo. E vale per tutti e due!

20 Aprile 1996 - 20 aprile 2021

Per ora solo una bellissima celebrazione in Chiesa a causa ancora delle norme sul distanziamento che ci impediscono di festeggiare con una bella cenetta che speriamo non tarderà ad arrivare, ma la gioia di festeggiare Pina e Stefano nel loro traguardo dei 25 anni di matrimonio è stata grande.

Emozione, partecipazione, commozione, applausi, risate… come quel giorno e tanti amici intorno come allora…

Sabato 20 marzo: S. Messa dedicata alle famiglie e ai fidanzati che pronunciano la promessa dopo aver completato il cammino di preparazione al Matrimonio

Per ingannare le restrizioni e sentirci vicini tra noi....

Tra distanziamento, chiusure forzate, telefonini, computer, abbiamo fatto una gara a chi pubblicava la più bella foto del proprio matrimonio. Coppie che si sono sposate l’altro ieri contro chi aveva superato i 25,  30 o anche 50 anni di matrimonio, tutte foto bellissime e attuali…

Un'immagine dell'incontro di preghiera del 12 dicembre 2020

Bellissimo l’incontro prenatalizio che ha visto insieme il Gruppo delle famiglie e quello del Rinnovamento nello Spirito Santo: Testimonianze su pazienza e benevolenza, argomento degli ultimi incontri dell’anno intervallati dal coro del gruppo del Germoglio

Immagini del ritiro del 19/20 settembre

Immagini di incontri passati….

Un po’ di storia

Il Gruppo Famiglie nasce nella Parrocchia di Gesù Bambino, a partire dal 1989, sull’onda dell’esperienza che si sviluppa nella diocesi di Roma ad opera del Centro per la Pastorale della Famiglia.

Un Gruppo Famiglie (un Gruppo Famiglie qualsiasi, di una parrocchia qualsiasi) è esattamente quello che dice il nome: è il modo in cui alcune famiglie cercano di condividere, all’interno della comunità parrocchiale, la propria esperienza di vita umana e cristiana ed un cammino di fede nel Signore Gesù.

Sono motivazioni simili a quelle che accompagnano il formarsi di una famiglia:   non si decide di formare una famiglia perché ci sono i piatti da lavare o i letti da rifare, o perché si dimezzano le spese … si forma una famiglia perché si desidera camminare insieme e condividere aspirazioni, progetti e gioie, ma anche fatiche e dolori … poi, certo, questo comporta i piatti da lavare ed i letti da rifare, ma anche dividere le spese, andare al cinema insieme, concedersi un weekend romantico … e può anche succedere che, per mille ragioni spesso tutte valide, il peso del quotidiano diventi più forte della volontà di condividere la vita.

Il Gruppo Famiglie è nato proprio così, dal desiderio di condividere con altre famiglie l’esperienza di fede vissuta in coppia ed in famiglia; poi è maturata l’esigenza di testimoniare la propria fede mettendosi al servizio della comunità.

Nel 2013 accanto al Gruppo delle Famiglie nasce il Gruppo Giovani Coppie della nostra parrocchia dando risposta alla richiesta della Diocesi di Roma di annunciare Gesù alle Giovani Coppie, cioè ai cristiani del futuro. Abbiamo accolto questa sfida partendo dalla preparazione al Battesimo come preziosa occasione di evangelizzazione, incontrare i nuovi genitori, farli sentire accolti e accompagnati in un momento così delicato per loro, donare l’occasione di riscoprire Cristo, rispolverare la propria Fede e farsi “esempio e testimoni” per i loro figli. A queste famiglie con qualche bambino piccolo si sono poi affiancate coppie appena sposate che avevano frequentato il corso di preparazione al matrimonio e volevano continuare l’approfondimento della loro vita di fede.

E’ soltanto da un paio di anni che i due gruppi “marciano insieme” : le coppie più attempate con figli ormai grandi e nipoti da accudire e  le famiglie appena formate.  L’esperienza sta procedendo con grande successo…

Al centro c’è la scoperta che possiamo riuscire a costruire una rete di rapporti, di comunione e di solidarietà fra le famiglie, che permetta di superare l’isolamento dentro e fuori i nostri nuclei familiari.

Insieme riscopriamo un modello di comunità “nuovo” ed insieme tanto “antico”, che riporta la Chiesa alla sua essenza originale, che è “essere una famiglia di famiglie”, questo aiuta la famiglia ad accogliere le famiglie vicine, diventando un fermento perché la parrocchia sia una vera famiglia di famiglie.

Alcuni componenti del gruppo affiancano il parroco nella preparazione al sacramento del battesimo e del matrimonio, l’una rivolta ai genitori dei bambini appena nati, l’altra  alla coppie che progettano di sposarsi.

Insieme cerchiamo di partecipare alla vita parrocchiale in modo comunitario, prima di tutto ritrovandoci insieme alla Messa domenicale.

D’altra parte l’aria di famiglia permea tutta la comunità: è l’atmosfera che si respira specialmente nelle celebrazioni che vedono protagoniste le coppie: la proclamazione della promessa matrimoniale e, dopo un paio d’anni, le stesse coppie sono di nuovo all’altare per la benedizione delle mamme in attesa…  e dopo un altro annetto di nuovo per la celebrazione del battesimo!

Sono tutti momenti bellissimi: quando i bimbi ancora piccoli riescono a sfuggire dalle braccia dei genitori e pieni di gioia osano salire quel primo gradino che porta all’altare!